risposta immediata è x una verificaaa pleaaass .
Una tassa!!! =) In pratica un modo per fregarci soldi!
Imposta non è tassa.La tassa è quando paghi per un determinato servizio. Esempio le tasse universitarie. Paghi per fare l'universita. il francobollo è una tassa.L'imposta è quanto paghi ma non sai dove vanno a fiire. Esempio IVA. Tu la paghi ma nn sai se i tuoi soldi vanno per la sanita o per rifare le strade.[??]
l'imposta è un importo da pagare allo stato in maniera obbligata e in riferimento al reddito, in relazione al fatto di essere cittadino di uno stato di in cui si usufruisce dei servizi che sono di proprietà dello stato e che si presume vengano utilizzati dalla collettività.L'imposta è un tipo di tributo che nei paesi ereditari del diritto romano è distinto dalla tassa. È una delle voci di entrata del bilancio dello Stato, costituita da un prelievo coattivo di ricchezza non connesso ad una specifica prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici.la tassa ivece riguarda un servizio del quale se non usufruisci non paghi. nello specifico la tassa scolastica ad esempio si paga se si va a scuola, altrimenti noLa tassa, nell'ordinamento tributario italiano, si differenzia dall'imposta in quanto applicata secondo il principio della controprestazione, cioè essa è legata ad una determinata prestazione di un servizio da parte di un ente pubblico (ad esempio: tasse portuali ed aeroportuali, concessioni, autorizzazioni, licenze). Questo strumento tende a perdere importanza, nei moderni sistemi tributari, a favore di altri strumenti, quali la tariffa (vedi passaggio dalla TARSU alla TIA) o l'imposta.La distinzione tra tassa e imposta è ereditata dal diritto romano ed è tipica dei Paesi di diritto latino. Nei Paesi di Common Law (Regno Unito e Stati Uniti) vige da tre secoli il principio del "no taxation without representation", per il quale i cittadini di una certa area geografica devono avere dei rappresentanti in Parlamento che tutelino i loro interessi. Il principio afferma egualmente che le tasse sono legittime se contribuiscono ad erogare un servizio di cui beneficiano i contribuenti. Nel diritto anglosassone non si distinguono tasse e imposte, perché in base a detto principio le imposte sono considerate illegittime. L'ente pubblico non è impresa, non può avere profitto né perdita; quindi non può nemmeno fallire. Le uscite sono maggiori o uguali delle entrate; nel primo caso, l'ente pubblico è indebitato. Circa un 70% delle entrati fiscali non hanno controprestazioni per i contribuenti, non sono spese per erogare un servizio, ma per il servizio del debito degli enti pubblici
è una tassa.. che deve essere pagata al governo o a chiunque l'abbia inserita all'interno di un contesto!
una tassaimposta è sinonimo di tassa
una tassa
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2011年5月23日星期一
2011年5月14日星期六
Caos calmo, l'Avvenire contro le accuse di censura- bastava leggere, la critica era per i media
"Non avevo assolutamente alcuna intenzione censoria: ho voluto dar voce a una
preoccupazione pedagogica legata al tema dei giovani e dei loro sentimenti,
prendendo il film solo come spunto". Il giorno dopo, don Nicolò Anselmi, il
responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della Chiesa
Italiana, è quasi incredulo per le polemiche sollevate dalle sue parole sul
film 'Caos calmo'.
Per Avvenire "si è scatenata una stravagante
polemica mediatica in un crescendo surreale di dichiarazioni", mentre "a essere
biasimata era solo la grande enfasi pubblicitaria su una scena di sesso tra i
due protagonisti". La newsletter del Servizio per la pastorale giovanile,
ricorda ancora Avvenire, "non è una nota ufficiale e ha una funzione di
strumento informale interno".
"'La riflessione che vorrei fare - scriveva
don Anselmi nella newsletter inviata ai giovani - non vuole essere né legata al
film né ai due attori: vorrei solo invitare a riflettere'. Parole che dovevano
sgombrare il campo da equivoci - conclude l'edoriale di oggi di Avvenire - ma
nemmeno questo è stato sufficiente".
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preoccupazione pedagogica legata al tema dei giovani e dei loro sentimenti,
prendendo il film solo come spunto". Il giorno dopo, don Nicolò Anselmi, il
responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della Chiesa
Italiana, è quasi incredulo per le polemiche sollevate dalle sue parole sul
film 'Caos calmo'.
Per Avvenire "si è scatenata una stravagante
polemica mediatica in un crescendo surreale di dichiarazioni", mentre "a essere
biasimata era solo la grande enfasi pubblicitaria su una scena di sesso tra i
due protagonisti". La newsletter del Servizio per la pastorale giovanile,
ricorda ancora Avvenire, "non è una nota ufficiale e ha una funzione di
strumento informale interno".
"'La riflessione che vorrei fare - scriveva
don Anselmi nella newsletter inviata ai giovani - non vuole essere né legata al
film né ai due attori: vorrei solo invitare a riflettere'. Parole che dovevano
sgombrare il campo da equivoci - conclude l'edoriale di oggi di Avvenire - ma
nemmeno questo è stato sufficiente".
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